I MITI E LEGGENDE SULLE SLOT MACHINES, MACCHINE MAGICHE PER IL DIVERTIMENTO DI TUTTI

Le slot machines sono tra i giochi da casinò più apprezzati e praticati, vuoi per la loro intuitività e semplicità, vuoi perché sono colorate, divertenti, con tanti suoni e ciò spiega il fatto che attraggano un po' tutti, a prescindere dall'età e dal sesso.

La prima slot machine fu inventata da un tedesco, Charles, Fey, specializzato nella costruzione di strumenti musicali ed emigrato per lavoro negli Usa, dove in seguito si occupò di apparati elettrici: grazie alle competenze acquisite e alla sua inventiva, creò la capostipite di queste macchine piacevolissime, che poi avrebbero avuto così grande successo.

La prima slot si chiamava Liberty Bell, fu creata tra la fine degli anni Ottanta e la seconda metà degli anni Novanta dell'800 e funzionava grazie a un semplice meccanismo per cui inserendo un penny e tirando una leva si azionavano i rulli e, se si vinceva, si apriva una cassa contenente del denaro.

Da allora è passato molto tempo, eppure ancora oggi le slot machines attirano e divertono moltissimi giocatori, specialmente da quando è nata la loro versione on line, che permette ai players di dilettarsi dal loro computer.

Tanti sono i miti e leggende sulle slot machines, sulle possibilità di sbancare queste macchine. Si tratta però, essenzialmente, appunto di favole, perché in realtà non esiste modo certo di batterle, di indovinare con sicurezza la combinazione esatta o di truffare. In molti ci hanno provato con vari tentativi, più o meno originali, dal successo in effetti limitato.

Forse tra le più grandi leggende sulle slot machines c'è la truffa compiuta da Dennis Nikrash ai danni del casinò del Nevada e Atlantic City, dove con un marchingegno computerizzato apriva le macchine e alterava il funzionamento del generatore di numeri casuali, cambiando pure il jackpot. Fu però colto in flagrante dall'FBI, che gli concesse una riduzione di pena in cambio dello svelamento del sistema usato per manomettere le slot.

Tommy Glenn Carmichael, invece, dopo aver manomesso le vecchie slot in vari casinò degli USA e Caraibi ed essere stato in prigione, una volta libero inventò un sistema per entrare nel meccanismo delle nuove slot, chiamato “Mano di scimmia”: si immetteva nel canale dei pagamenti e agiva sull'interruttore che attivava il pagamento. Ma anche lui fu preso dall'FBI dopo una lunga indagine ed oggi, fuori di galera, produce strumenti anti-truffa.

Ron Harris rientra pure lui tra i miti e leggende sulle slot machines, soprattutto perché faceva parte della Commissione di Controllo sul gioco del Nevada, in cui era tecnico e programmatore informatico e usò questo suo ruolo per truffare il jackpot delle slot del casinò di Las Vegas. Fu poi catturato ed oggi è bandito da tutti i casinò.

Ma ci sono anche miti sulle slot machines che riguardano il loro funzionamento e le possibilità di vittoria. Così c'è chi sostiene che esistano slot calde e slot fredde: in pratica le prime sono quelle che non assegnano vincite da tanto tempo, le seconde quelle che hanno pagato vincite da poco e si ipotizza che le prime diano maggiori probabilità di fare centro. Ma, appunto, è solo una diceria.

Non meno sbagliata è la credenza per cui le percentuali di pagamento cambierebbero durante il gioco: anche questa è totalmente da sfatare perché le percentuali sono determinate da un software che non può assolutamente essere riprogrammato, tanto più mentre si gioca.

Altra leggenda sulle slot da non prendere in considerazione è quella per cui i jackpot progressivi possono essere vinti solo se si fa la puntata minima. Infatti è vero l'esatto contrario, cioè che solo se si punta il massimo si può sperare di conquistare il jackpot.