IL POKER TIENE CON IL FIATO SOSPESO ANCHE AL CINEMA

Il cinema ha spesso reso omaggio al più famoso gioco di carte, il poker, celebrandolo in tanti film. Pur se non nella variante moderna del videopoker, molti registi ne hanno fatto il protagonista delle loro pellicole. Ed anche nel caso in cui non faccia la “parte principale”, nei film in cui è presente, il poker appare sempre al centro delle scene chiave e la grande suspence che crea coinvolge fortemente gli spettatori.

Si va da film sulla febbre del gioco d'azzardo ad altri del genere western, spionaggio o gangsters. In “Rounders” (1998), con Matt Damon, Edward Norton, John Turturro, e John Malkovich, Mike (Damon), studente di giurisprudenza attratto dal poker e dai soldi che può regalare, rimane invischiato nella rete dell'azzardo:   dovrà scegliere tra il poker e l'amore per una ragazza. Memorabile resta la lunga scena della partita, con Malkovich nei panni di un giocatore russo che va pazzo per i biscotti.

Come non ricordare “Tombstone”, tra quelli ambientati nel far west, e “Casino Royale”, fra quelli a tema spionaggio, in cui l'agente segreto 007 James Bond, tra un'impresa rocambolesca e l'altra al servizio di sua Maestà la regina, gioca al casinò una partita avvincente a poker, vincendo un Royal Flush al Texas Hold'em. 

Pure in “Butch Cassidy”, antiwestern con Paul Newman e Robert Redford - tra l'altro film vincitore di 4 Oscar - il poker ha la sua ribalta nel racconto delle vicende di due criminali realmente esistiti, anarchici e anacronistici: sono Cassidy (Newman) e Sundance Kid (Redford), entrambi innamorati di una bella maestrina, che vivono svaligiando i treni dell'Union Pacific e tentano l'ultimo grande colpo in America Latina.

Una delle più indimenticabili partite a poker è quella che compare nel film “The Cincinnati Kid” (1965), con Steve McQuinn e Ann Margret. Cincinnati Kid è un genio della Telesina, famosa variante del poker che si gioca a carte scoperte: la scena in cui il protagonista rimane a bocca aperta nel vedere tra le carte il Jack, che non si aspettava, è davvero eccezionale.

Altra pellicola in cui invece il poker non è protagonista, ma fondamentale perché proprio al centro di una delle scene cruciali, è “La Stangata” (1973), con Robert Redford e Paul Newman. Vi si narra una complicata truffa ai danni di uno dei capi della malavita di Chicago negli anni '30, orchestrata dai due protagonisti, Henry (Paul Newman) e Johnny (Robert Redford), anche allo scopo di vendicare un amico. Vinse ben 6 Oscar.

Invece il poker è proprio al centro del film western “A big hand for a little lady”, del 1966, con Joanne Woodward (nella realtà moglie di Paul Newman), Henry Fonda e Jason Robards. Una volta l'anno, la piccola e squallida cittadina di Dodge City, nel west, ha il suo momento di gloria perché ospita una partita di poker tra i cinque uomini più ricchi del Texas, evento perciò attesissimo, narrato in questo godibile film.

Sempre da vero protagonista, il poker “recita” in “California Split” di Robert Altman, pellicola del 1974 con Elliot Gould e George Segal, ambientata nei casinò di Reno, in Nevada: uno dei due protagonisti deve giocare scommettendo i soldi di entrambi in una decisiva partita a poker, cui prende parte anche un grande campione, Amarillo Slim Preston (4 volte braccialetto WSOP), che interpreta se stesso.

Ma il vero film sul poker per eccellenza è il più recente “The Grand”, del 2007, commedia in cui recitano, tra gli altri, Shannon Elizabeth, Dennis Farina, Woody Harrelson. L'ambientazione è la città di Las Vegas ed è qui che si disputa un grande torneo di poker che si avvicina molto alle World Series Of Poker.