Dai salotti nobili con i tarocchi sino al tuo pc: la lunga storia dello Chemin de Fer

La storia dello Chemin de Fer ci riconduce, secondo gli studiosi, molto indietro nel tempo, sino all'Italia dell'epoca medioevale, dove pare abbia avuto origine. Allora però questo gioco non utilizzava come oggi i mazzi di carte francesi, ma i tarocchi.

Queste carte particolari, in genere usate per predire il futuro, nel caso specifico venivano adoperate con tutt'altra finalità. C'è da tener presente che a quell'epoca i tarocchi erano oggetti molto preziosi, perché venivano realizzati come piccole opere d'arte, prodotti con bellissime incisioni realizzate da abili maestri artigiani.

Anche per questo il gioco assunse da subito una forte connotazione d'élite: veniva praticato infatti essenzialmente dalle classi più alte. La più ampia diffusione dello Chemin de Fer si deve però non all'Italia, ma a un altro paese, la Francia: non per nulla il suo nome è francese e significa “linea ferroviaria”; molto probabilmente questa denominazione deriva dal sabot (contenitore da cui vengono distribuite le carte), per il fatto che passa da un giocatore all'altro, riproducendo il movimento di una locomotiva.

La storia dello Chemin de Fer racconta che è per l'appunto in Francia che questo prese campo, soprattutto grazie a re Carlo VIII, che ne fece il gioco ufficiale di corte ai tempi del suo regno, intorno al 1400. Ma fu più tardi, nel 1700, che lo Chemin de Fer toccò l'apice della sua popolarità in Francia.

L'Europa dunque fu la culla e la vera patria del gioco, ma nei secoli successivi dilagò a macchia d'olio in America, sia negli Stati Uniti che nel Sudamerica, con un successo straordinario, inarrestabile. Tra l'altro via via che si diffondeva, andava assumendo una particolarità che lo distingue da tutti gli altri giochi d'azzardo: acquistava un nome diverso a seconda del Paese, con leggere variazioni nelle regole.

Dunque si chiamava Shemmy quando veniva giocato in Inghilterra, Baccarat negli Stati Uniti, ma anche Punto Banco in Sudamerica, precisamente nell'isola di Cuba. È comunque dagli anni Trenta del secolo scorso che nella storia dello Chemin de Fer si assiste a un incredibile exploit, con il nascere di una vera e propria mania per questo gioco nei grandi casinò degli Stati Uniti.

Dagli anni Quaranta fino agli anni Ottanta ne fu un forte estimatore Dino De Laurentiis, il famoso produttore di cinema, grande giocatore d'azzardo insieme a Darryl Zanuck, produttore californiano, e al nostro Gianni Agnelli, anche lui patito di Chemin de Fer.

La storia dello Chemin de Fer attuale vede questo gioco presente in tutti i casinò reali e anche su tutte le piattaforme on line, dove è proposto in diverse varianti e con differenti modalità di gioco, tutte molto coinvolgenti, tanto da attrarre milioni di appassionati da tutto il globo.

Grazie ai recenti e sempre più veloci progressi tecnologici troviamo in rete anche lo Chemin de Fer in versione live, che gestisce il gioco che si svolge sui tavoli, ma ci sono pure versioni con chat al tavolo oppure che adottano la modalità multiplayer.

I casinò on line hanno anche dato vita a nuove versioni più avanzate, come il Mini Baccarat, che permette di fare puntate minori e quindi dà un più ampio accesso, a chiunque voglia giocare. E in futuro ci aspettano sicuramente altre novità e sorprese che rinnoveranno e renderanno ancora più avvincente questo antico gioco.

Dunque la storia dello Chemin de Fer è la storia affascinante di un gioco inventato tanti secoli fa, inizialmente praticato solo da pochi eletti, che non si è perso nel tempo, ma, al contrario, diffondendosi sempre più, evolvendosi e affinandosi, si è tramandato fino ai giorni nostri e perciò a noi.